Viaggio a Capo Nord: Day 8 – Saturday Night in Tromso!

Sabato 20 Luglio
Day 08

Tra un chilometro e l’altro è già passata una settimana!
Mi alzo con calma nel tepore della camera, una notte al caldo mi ha fatto proprio bene. Mannaggia a me e l’aver portato il sacco a pelo leggero.

La tenda si è asciugata alla perfezione, così come mutande e calzini.
Carico la moto in un battibaleno, e dopo una veloce colazione sono pronto a ripartire.

La temperatura è già fresca (12°C), ma le imbottiture di giubbotto e pantaloni mi fanno da scudo.
La strada si fa interessante appena uscito dalla città, portandomi verso le alture del confine con la Norvegia: finalmente!

Lapponia (Svezia)

Lapponia (Svezia)

Inizia qualche curva ad ampio raggio, la strada inzia a salire con una pendenza quasi impercettibile. Sulla destra scorgo un bel gruppo di rocce da cui scattare qualche bella foto, mi fermo nella prima piazzola libera e faccio una breve camminata a piedi.

Lapponia (Svezia)

Lapponia (Svezia)

Quando torno alla moto inizia a piovigginare, ma posso ancora proseguire senza indossare la tuta antiacqua. Costeggio il lunghissimo lago fino ad Abisko, località sciistica con diversi impianti sportivi, ovviamente chiusi al momento.

Abisko (Svezia)

Abisko (Svezia)

Le curve iniziano a farsi più strette, mentre le larghe vedute sulla pianura lasciano spazio ad una strada che fiancheggia le rocce muschiose, con l’acqua piovana che scorre in mezzo creando tante piccole cascate.
Pochi chilometri e… Raggiungo il confince con la Norvegia!

Foto di rito con il cartello Svedese, che non ho potuto immortalare all’andata

Confine tra Svezia e Norvegia, tra le città di Abisko e Narvik

Confine tra Svezia e Norvegia, tra le città di Abisko e Narvik

Questi cartelli sono veramente altissimi, non c’è alcun modo di attaccarci uno dei miei adesivi, mi accontento quindi di attaccarlo sul forzuto palo di sostegno.
Risalgo in sella per superare il confine e la pioggia inizia a farsi battente.

Prima però devo immortalarmi con il cartello Norvegese!

Confine tra Svezia e Norvegia, tra le città di Abisko e Narvik

Confine tra Svezia e Norvegia, tra le città di Abisko e Narvik

La pioggia inizia a scendere senza sosta, così indosso la tuta antiacqua prima di ripartire.
Appena passato il confine mi ritrovo in un paesino con le tipiche case norvegesi di legno verniciate di rosso porpora. Un segnale turistico mi indica una deviazione verso un sito riguardante la battaglia di Narvik. Mi infilo per questa stradina fangosa che dopo pochi metri diventa piena di buche colme d’acqua, che continua a scendere senza sosta.

Tornato sulla strada principale, mi fermo in una piazzola per fare uno spuntino, approfittando anche di una bella vista su un ponte molto scenografico.

Finalmente in Norvegia!

Finalmente in Norvegia!

Insieme a me si ferma anche un furgoncino targato Russia, scendono un uomo e due donne. Mi salutano in inglese e rispondo in russo, generando così la loro curiosità e attacchiamo bottone. Sono geologi di San Pietroburgo in vacanza, parliamo un po’ dei viaggi che ho fatto in Russia, sia in moto che per lavoro, e rimangono affascinati dal mio gilet pieno di patch: l’uomo mi scatta pure una foto di nascosto! Gli ho chiesto se poteva inviarmela via mail, visto che era venuta molto bene, ma chissà se la vedrò mai…
Rimagono affascinati quando gli parlo del mio wiaggio a Kaliningrad in moto, in quanto anche loro la ritenevano una località sconosciuta alla maggior parte degli europei.

Ci salutiamo e continuo la mia discesa verso Narvik, per poi deviare verso Tromso, la città universitaria più a Nord d’Europa!
Visto che è sabato decido di passare lì la notte, in modo che potrò avere una buona scelta per passare la serata.

Continua a piovere in maniera davvero snervante. I limiti di velocità norvegese non permetterebbero comunque un passo veloce, e quindi cerco di guidare con tranquillità.
Manca un’oretta di strada per arrivare in città, così mi riposo un attimo sotto una fermata dell’autobus, dando un’occhiata alla guida per vedere cosa trovo come alberghi.
Quelli indicati sono tutti molto cari, così mi collego con il cellulare al sito di booking.com per trovare qualche camera scontata.
Il centro città è molto piccolo, così scelgo la più economica camera d’ostello a 5 minuti a piedi sopra una collinetta, per la sconvolgente cifra di 58€ per una sola notte!

La pioggia smette di attanagliarmi proprio quando sto per entrare in città, così posso fotografarmi davanti al cartello di benvenuto.

Arrivo a Tromso (Norvegia)

Arrivo a Tromso (Norvegia)

Per trovare l’ostello mi affido al GPS del cellulare; la città non è molto grande, ma trovare la via giusta sarebbe comunque un’impresa.
Alla reception mi aspetta una biondissima ragazza cortese e molto bella, che mi assegna una camera singola al secondo piano. Ne approfitto per chiedergli se ci sia qualcosa di interessante in città questa sera, e mi parla di un interessante festival rock giù al porto dopo la mezzanotte, secondo lei un evento da non perdere: perfetto!

Mi fiondo in camera per una meritata doccia bollente, per poi fare un po’ di spesa e prepararmi la cena: sono già le 22. Fuori continua a piovere, ma non rinuncio ad un giretto in città: visto che non fa buio, ne approfitto per fare qualche foto nella zona del porto.

Tromso (Norvegia)

Tromso (Norvegia)

In quel momento arriva una grossa nave turistica, che attracca e inizia a scaricare passeggeri e veicoli, tra i quali scorgo una vecchia Transalp 600 stacarica di bagagli.
Questa si ferma a poche decine di metri da me, e non posso fare a meno di osservarla da lontana. Anche il suo pilota si accorge di me e della mia felpa Honda, così richiama la mia attenzione. Mi avvicino e vedo che la moto ha targa Norvegese, il conducente si toglie il casco rivelando una testa senza traccia di capelli e un’età di 60 anni abbondanti.
Mi chiede qualcosa in Norvegese, ma appena capisce che sono straniero inizia a parlarmi in un inglese perfetto:
“Anche tu guidi una Honda?”
“Sì, vengo dall’Italia con un CBF 600 S”
“Wow, bel giro! Io vengo da Oslo, sto cercando lavoro sulle navi mercantili girando per le città. Sai se pioverà stanotte?”
“No, non guardo mai le previsioni meteo, perchè?”
“Perchè dovrò passare la notte in città e devo cercare un posto dove piazzare la mia tenda. Vedi, qui puoi campeggiare ovunque, basta che non sia un’area recintata o coltivata e rispettando una distanza dagli edifici. Entriamo in quell’albergo, avranno sicuramente un pc da cui poter navigare su internet e verificare il meteo”

Ed entrammo nella reception di questo albergo a 5 stelle. Saluta e si dirige verso un pc a disposizione degli ospiti. Controlla il sito del meteo, mette acqua fino a domattina.
“Dannazione. Beh, poco male, avevo proprio voglia di dormire in un letto stanotte. Fumi?”
“No…”
“Ok… Ho bisogno di comprare delle sigarette… Hai visto qualche tabaccheria qui vicino?”
“No, vedi, non fumando non ci faccio troppo caso”

Torniamo alla moto, parliamo un po’ della sua vecchia Transalp 600, carica di bagagli neanche dovesse fare il giro del mondo; utilizza la moto anche durante l’inverno, con le gomme chiodate, perchè non gli piace usare la macchina per tragitti lunghi. Vedo che abbiamo già diverse cose in comune.
Ci sediamo in un bar e ci mettiamo a parlare un po’ di tutto: economia, la crisi, mi chiede della mafia e di Berlusconi, mi racconta di aver combattutto in guerra negli anni ’60.
È quasi mezzanotte, si è fatto tardi per entrambi, così ci salutiamo: lascio a Morten un paio dei miei adesivi, dopodichè salta in sella mentre io mi avvio a piedi verso l’albergo. Nel frattempo ha ripreso a piovere.

Tromso (Norvegia)

Tromso (Norvegia)

Continua: Viaggio a Capo Nord: Day 9 – La Norvegia, che spettacolo!

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Riepilogo – Day 08 – 20 Luglio 2013
Distanza percorsa: 421 km
Spese
Rifornimenti: 27.90€ (1.69 €/lt – SVEZIA) + 26.60 (1.98 €/lt – NORVEGIA)
Pasti: 6.70€
Pernotto: 58.30 €

Viaggio a Nordkapp 2013  Day 08 - Mappa

Viaggio a Nordkapp 2013

Day 08 – Mappa

Saturday Night in Tromso

Dopo aver salutato Morten e la sua vecchia Transalp 600, mi dirigo a piedi verso l’albergo passando per il centro.
Continua a piovere, quindi accantono l’idea di prendere la moto per andare al rock festival, anche perchè la cartina che mi ha fatto la bionda della reception non è poi così chiara.
Mentre cammino con il mio ombrellino nero cerco di adocchiare qualche locale, ma noto solo ristoranti o bar, nessun pub o disco-pub. Eppure è quasi mezzanotte!

Un po’ sconsolato arrivo in albergo. Non faccio in tempo a metter la mano sulla maniglia che la porta viene aperta da una ragazza, con indosso giubbotto impermeabile, col cappuccio sulla testa, e zaino da trekking: sta andando a fare una passeggiata notturna, da sola.
Quanto la invidio, se potessi mi aggregherei all’istante, ma non mi sembra il caso di chiederle se vuole uno sconosciuto ad accompagnarla.

Vado in camera, ma i pensieri mi assalgono: è il primo sabato notte del wiaggio, mi sono fermato in questa città apposta perchè dovrebbe essere piena di giovani e localini dove poter passare la serata, è da una settimana che ho contatti umani solo sporadicamente con le persone incrociate per strada o scrivendo su Facebook, non vorrò veramente andare di già a dormire?! E mi tornano in mente alcune parole del Vichingo…
“Ok” penso “Ora vado di nuovo a farmi un giro giù; se non trovo niente che mi ispiri, sarò giustificato ad andare a letto.”

Indosso il giubbotto da moto e lascio l’ombrellino in camera. Prendo solo la carta di credito e il cellulare, e via che torno giù.
Sono le 00:30. “A quest’ora non ci sarà nessuno per strada, se già prima c’era il deserto.”
Svolto verso il centro e… Sorpresa!
Molti locani che non avevo neanche intravisto hanno aperto i battenti, con lunghe fila di gente in attesa di entrare! Ce ne sono due nella via più vicina al mio albergo, e proseguendo ne trovo altri tre!
La maggior parte delle persone è di età compresa tra i 20 e i 30 anni e parla norvegese, ma sento qualche gruppetto di giovani parlare in inglese, forse ragazzi in Erasmus.
Decido di seguire uno di questi gruppetti per vedere in che locale si mettono in fila, così magari posso chiedergli informazioni, ma scelgono proprio il locale più fighetto, che proprio non mi ispira.
Noto poi un locale vicino dove la fila piuttosto corta. La gente è vestita normalmente, così mi accodo.
“Scusate ragazzi, come funziona qui l’ingresso? Quanto costa?”
“Hey amico, per entrare non paghi nulla ma serve un documento. Una volta dentro paghi quello che bevi ma è piuttosto caro…. Fai tu!”

Ok, almeno posso dare un’occhiata dentro senza spender nulla. Appena entrato cerco il bagno per asciugarmi i capelli con un po’ di carta, sono fradicio così come tutti gli altri, che però non sembrano dargli peso.
Vado direttamente al piano superiore: dopo le scale si apre un salone con bar centrale, affiancato da una piccola pista da ballo tutta illuminata. Poco più avanti c’è un’altra sala più tranquilla, con un altro bar lungo la parete e dei divanetti con i tavolini.
Torno di sotto e il resto del locale è una specie di pub, pieno di tavoli e panche; nell’ultima sala ci sono due lunghissimi tavoli di legno, con sopra un vetro e della sabbia: è un gioco, come una specie di curling da tavolo! Si può giocare in coppie o uno contro uno.

Mi avvicino al tavolo e…

(immagini prese da Google)

Saturday Night in Tromso (Norvegia)

Saturday Night in Tromso (Norvegia)

Mi metto di fianco ad uno dei due tavoli per guardare due coppie che giocano, ma dopo un’istante mi si avvicina una morettina con gli occhi verdi per parlarmi in Norvegese, con la mano a fianco della bocca dato il casino della musica alta.
“Scusa, non parlo Norvegese, sono italiano.”
“Oh, sei italiano, davvero?”
e inizia a parlare italiano!
“Io adoro gli italiani! Ho visitato molte volte il Nord del paese e mi piace tantissimo! Torino, Como, Milano, Verona, Padova… È un paese molto bello!”
Ha 23 anni e lavora per il turismo, sia al centro informazioni che come guida nei musei. Parla italiano, inglese, francese e un po’ di spagnolo. Non è riuscita a finire l’università, ma mi sembra di capire che il suo lavoro le garantisca comunque uno stipendio sufficiente a vivere con tranquillità e fare qualche viaggio. Situazione molto differente rispetto al nostro paese…

“Stavo guardando questo gioco, è una specie di curling?”
“Sì! Devi lanciare la tua pedina lungo il tavolo, facendola scivolare fino al bordo… Chi arriva più vicino allo spigolo vince! Vieni, giochiamo! Facciamo così, chi vince paga da bere all’altro!”

Non ho mai giocato ma non sembra difficile. Tocca a me iniziare.
La pedina è molto pesante ma scivola più rapidamente di quello che pensassi; con un po’ di fortuna riesco a piazzarla subito nel secondo quadrante più vicino allo spigolo.

“Oh che bravo, sei sicuro che non hai mai giocato? Ora tocca a me!”

Katrina acchiappa una pedina di colore rosso e si prepara al lancio: tira un colpo talmente forte che per poco la pedina non salta fuori dal tavolo andando ad accoppare un ragazzo che stava lì di fronte. Forse anche lei non era così esperta…
Il gioco continua con altri tiri decenti da parte di entrambi, ma alla fine riesco a spuntare la vittoria. Ci dirigiamo verso il bar al piano di sopra, ma la birra la offro io.

Il barista mi avvicina la macchinetta bancomat per mettere il PIN: il conto è di 136 corone norvegesi. Mi sembra un po’ caro ma chiedo conferma a Katrina. “Sì, va bene, è giusto”
Mentre ci allontaniamo con la nostra sciacquatissima birra media alla spina, ci penso un attimo: il cambio è 7.89 corone per ogni €uro, quindie due birre mi sono costate la bellezza di €uro… 17.20, sticazzi! Ed è meno saporita di una Heineken…
Andiamo a sederci in un tavolino con degli altri ragazzi, mi presenta i suoi amici: tutti parlano inglese piuttosto bene e riesco così a passarmi la serata chiacchierando del più e del meno. L’unica parte che li stupisce del mio wiaggio in moto è il fatto che non utilizzi GPS, ma soltanto le cartine. Per il resto gli sembra più che normale che un ragazzo viaggi da solo, da loro è un’usanza più che normale.

Katrina sembra avere intenzione bellicose nei miei confronti: tenta in qualsiasi modo di convincermi a ballare, alla fine mi arrendo e vado…

Saturday Night in Tromso (Norvegia)

Saturday Night in Tromso (Norvegia)

Sono le 3:30 del mattino, è ora di tornare in camera, domattina si riparte!

Rieccomi a spasso a piedi per Tromso. Il sole non ha nemmeno accennato a calare, c’è una luce tale che sembrano le 8 di mattina.
Ha pure smesso di piovere. Chissà dove si è infilato Morten.

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